Piccoli intoppi per continuare a correre
Le sconfitte. Ti vengono in mente sempre e solo quelle, lo sai e anche per questo non le vuoi. Ognuno è in grado di vedere le sue, molto bene. Molto più difficile è osservare e comprendere quelle degli altri.
Da ragazzino testardo quale ero l’idea della sconfitta non mi ha mai sfiorato, ho sempre pensato di poter vincere e se perdevo pensavo di poter vincere altrove. Puoi cadere, sbucciarti un ginocchio, ma continuare a correre lo stesso. Questo è quello che penso davvero, l’unica cosa che si può fare e continuare a correre.
Si potrebbe pensare che per correre bene la prima cosa da avere siano buone gambe: falso! La prima cosa che serve è un pensiero fluido: quanto più è in grado di scivolare velocemente, tanto più le gambe saranno veloci. Tutto fila, è il caso di dirlo, peccato che siano parole buone solo per un ragazzino testardo.
Questo non è! La sensazione è quella di avere mille posti dove poter andare, e non volersi muovere. Come un bastone infilato nei raggi della ruota.. parti… cappotti… non ti sei mosso… e se va bene te la sei cavata con il solito ginocchio sbucciato… se va bene!
Se rifletti un attimo sai che non vale la pena partire, e non è il dove vuoi arrivare che è sbagliato… ma è da dove stai venendo. Vorresti tornare indietro… non si può! vorresti comprensione, tutto brucia, ma forse sei stato tu a non comprendere abbastanza e allora, quando non sai più che fare, l’unica cosa che riesce è improvvisare nel peggiore dei modi. Vorresti tornare indietro… e non si può. Ti dici che devi “andare” e non si può.
Si potrebbe stare fermi… ma questo è davvero volersi male, non sarebbero le ferite che hai ad ucciderti, ma le carezze che sai di non potere avere.
vado a fumare… torno subito!
Scatole…
Aperte o chiuse, belle e colorate, avvolgenti, piene… vuote, da infilarci le mani dentro ed arrivare fino al fondo. Scatole, contenitori legati al tempo… non si conservano le scatole, non vale la pena per le scatole.
“Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
tu sei quel che luna sempre fu
e quel che un sole sempre canterà sei tu
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.,
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.” [E.E.C.]
aspettando domani…
Le mani si sono fatte davvero più dure. Le unghie lunghe della mano destra suggeriscono un taglio deciso: il loro dovere, anche stavolta l’hanno fatto. Ho immaginato di rugby oggi, di quanto mi sarebbe piaciuto e del fatto che sarei stato bravo. Ho immaginato cose diverse da queste… tranne alcune. C’era la valle con le migliaia di case tutte attaccate da sembrare un unico paese e c’era un punto privilegiato di osservazione. Buono per guardare le luci, stando in piedi, e concentrarsi sul cielo stando seduti. Nuovi pensieri a scansare ricordi.
Ho letto da qualche parte che i ricordi non si cancellano mai: non è vero. Tutto si alimenta, altrimenti muore. Mi piace il profumo dell’erba che sale di mattina e il vento, che non manca mai. Mi soffermo a guardare il “monte” fermo da troppo, e mi immagino quando ricomincerà a muoversi. Distolgo lo sguardo e rientro in casa: la valigia è stata fatta senza pensare e come al solito mancherà qualcosa ma non è importante. Sono uno distratto. Oggi ho avuto una buona intuizione, non è bastata a chiudere in anticipo questa giornata, ma si è fatta apprezzare. Penso a domani… lo aspettavo da un bel po’. Lo avrei voluto diverso… ma mi accontento. C’è un tempo pure per accontentarsi.
un’altra sigaretta
Ci sono cose che il mal di stomaco te lo fanno venire subito. Di quelli forti. L’unico modo per contrastarle davvero è solo un’altra sigaretta. Sono le cose a cui non mi abituerò mai, quelle che restano tra la mia voglia guardare punti, traguardi immaginari vicinissimi e lontanissimi e la rabbia che ti fa fare passi indietro in un modo decisamente più veloce di quanto sia possibile fare passi avanti. Sono le cose che non vuoi, perché semplicemente non le avevi immaginate così, sono quelle che non ti aspetti e forse per questo credi che siano violente. Sono la differenza tra ciò che dici e ciò che fai, la distanza netta tra quello che hai e quello che hai meritato veramente: è un rapporto questo che se pende dal lato sbagliato determina l’umore, si distende e fa da perimetro alla malinconia. Sono le volte che pensi che la coperta è davvero corta… e l’altalena è davvero troppo bassa e finisci per stare dritto… perpendicolare al suolo, fai forza sulle braccia per mantenerti e dondolare… è scomodo… faticoso ma un istante dopo però ti accorgi che si vede bene il cielo… e dopo un altro istante ancora che quelle stelle le conosci bene e farsi girare la testa non ne vale la pena. Il mal di stomaco è ancora lì… e allora meglio un’altra sigaretta!
La curiosita’
La curiosità è una dote. C’è da sentirsi veramente fortunati se si è molto curiosi. Ma la curiosità non va confusa con il pettegolezzo. La curiosità, quella vera, ti serve per conoscere cose e persone. E’ il primo passo verso una conquista o verso una delusione
Una vita di curiosità ti porta a spingerti oltre, a scottarti le mani e ad avere paura……tanta. Ma forse è quella che va vissuta per non essere uno di loro.
Strade
A cercarla, una strada, c’è da fare i conti con il fatto che l’imbocco è sempre difficile da trovare. Quando ne trovi una realizzi già un traguardo, poi ti accorgi che ne stai già cercando un’altra e prima o poi capisci che non smetterai mai di cercarne di nuove se non sei “uno di loro”. E di ogni strada ti si fissa in mente il fatto di vederne la fine. La aspetti, la cerchi, la immagini e cambi idea, rimetti in discussione, poi fai una rivoluzione, infine ti siedi e guardi indietro. Te la ricordi tutta. Te li ricordi tutti, quelli che ti hanno accompagnato anche solo per un pezzetto piccolissimo. Quelli che vorresti rivedere subito e quelli che non vorresti rivedere mai, quelli a cui hai augurato “buon viaggio” e quelli che non hai nemmeno salutato, quelli che non ci penserai più e quelli che capiterà sempre un momento per rimpiangerli. Di ogni strada conta ogni singolo metro, perchè lo hai fatto tu. Da solo, o con qualcun altro.

Scatole…
Aperte o chiuse, belle e colorate, avvolgenti, piene… vuote, da infilarci le mani...

