Rock
La prima volta su un palco, in una giornata dedicata al rock, in un paese della provincia della provincia, era davvero una cosa importante
“E che cazzo….suoniamo alle 7, è ancora giorno e non ci sta quasi nessuno”….”si ma che te ne fotte…..basta che suoniamo”. Tutti sul palco, niente luci, quella del sole di settembre bastava e avanzava, il primo pezzo….le prime tre note…….e bam. Una corda del basso cede alla tensione di una mano ancora troppo rigida per un giro di slap. Tutti fermi a guardarsi in faccia e via, giù dal palco, non si può suonare con un basso a tre corde. Avanti il prossimo. La scarica di adrenalina fortissima, il battito accelerato e la consapevolezza di non aver fumato, almeno non ancora. “E mo?… dove cazzo la pigliamo sta corda di basso”. Dopo dieci minuti arrivò uno dell’organizzazione con una corda nuova. Risalimmo sul palco che era sera, le luci sulle “americane” erano accese e tante persone che non le avevo mai viste. La paura di riprende di nuovo, più forte e allora guardi gli altri, cerchi un’intesa… forse un conforto. Ti ritorna il caldo dietro al collo, e le mani cominciano a sudare, gli esercizi ormai non servono più a niente.
Eccola una sensazione che non ha un nome, non sai quando comincia, non sai quando finisce, ma te la ricordi per tutta una cazzo di vita!

