Rapido movimento degli occhi
Cercai di concentrarmi di più, inutilmente. Il vento si era alzato finalmente, lo sentivo tra gli alberi, ogni tanto tentava di entrare in casa. Uscii in terrazzo per guardare il cielo. Era pulito e piuttosto luminoso. Tirai fuori “green” dei REM. Misi su il cd e andai alla traccia 3. Partì il mandolino elettrico e mi venne da chiudere gli occhi e alzare la testa e far ricominciare gli stessi pensieri sotto una luce diversa.
“ …look at her and I see the beauty
Of the light of music
The voices talking somewhere in the house
Late spring and you’re drifting off to sleep
With your teeth in your mouth
You are here with me
You are here with me
You have been here and you are everything“.
Avevano un sapore diverso, che forse era il solito, di certo non quello degli ultimi giorni. Saltai alla traccia 5 e ricomparve il dolore. In realtà i dolori erano tanti, tutti diversi e lontano del tempo. Mi rivenne in mente il concerto che avrei voluto vedere e il fatto che non avevo nessuna possibilità di andarci. Mi vennero in mente le mille volte che avevo scritto “Talk about the passion” sui quaderni, diari, miei e dei miei amici e sul muro dei garage. Mi venne in mente il cappellino rotondo nero. Mi vennero in mente i “10.000 maniacs” e che non li sentivo da una vita, e la chiesa sconsacrata di Athens. Mi venne in mente che ero un altro ma forse semplicemente perché ero un ragazzino e mi venne in mente tutta la spensieratezza di quel tempo associata al fastidio che provavo adesso nel vederla solo un miraggio. Mi venne in mente che forse niente è “ogni cosa” ma che ci avevo creduto davvero.
